“Non Aprire”: Le Lettere al Futuro di Xavier Cortada
Il progetto “Do Not Open” dell’artista Xavier Cortada trasforma la negazione del clima in riflessione—invitandoci a scrivere lettere alle generazioni future prima che sia troppo tardi.
UN PROGETTO CHE APRE GLI OCCHI
"DO NOT OPEN" è un progetto d’arte partecipativa, organizzato e diretto dal Prof. Xavier Cortada. Il suo obiettivo è provocare una consapevolezza diretta sul cambiamento climatico e sul modo in cui influisce sulla nostra vita e sulla vita di coloro che verranno dopo di noi. Perché è vero che per molte persone (o dovremmo dire per la maggior parte delle persone) il cambiamento climatico è ancora qualcosa di distante, qualcosa di chimerico, qualcosa che non le riguarda – non ora, non in questo momento. Eppure, il Prof. Cortada ci dimostra che ci sbagliamo. Ci fa, o meglio, ci aiuta a vedere, ammettere e riconoscere gli effetti personali (e globali) del cambiamento climatico. Perché questo è l’unico modo in cui un cambiamento può avvenire. Non attraverso una narrazione impersonale, ma attraverso un’interpretazione personale.
Il Prof. Cortada chiede ai partecipanti di scrivere lettere al futuro, concentrandosi sul cambiamento climatico i cui effetti sperimentiamo oggi. Poi i partecipanti dovrebbero mettere via le lettere e lasciarle non lette, fino a un momento futuro. Il risultato è il riconoscimento che il cambiamento climatico è reale e che il nostro oggi è ciò che formerà il domani delle prossime generazioni. .. Do Not Open
una poesia di Xavier Cortada
Siamo pionieri, schiavi fuggitivi e rifugiati politici che si costruiscono una nuova casa.
In un luogo strano costruito sull’acqua.
Con gli uragani.
E altro ancora.
Abbiamo assistito a distruzione e perdita.
Ma ora affrontiamo la nostra sfida più grande: l’acqua si innalza e non si ritirerà.
Dobbiamo trovare il coraggio, condividere la saggezza con coloro che verranno dopo.
Dobbiamo dire loro chi siamo. Dobbiamo spiegare ciò che abbiamo visto. Dobbiamo mostrare loro come abbiamo risposto.
Dobbiamo aiutarli a orientarsi nel caos più grande. Che verrà.
Dobbiamo scrivere tutto. Sigillarlo in una busta.
Per loro. Da leggere.
Più tardi.
Di’ loro di non aprirlo per cento anni.
O forse la metà di quel tempo, se pensi che non possano aspettare così a lungo.
O forse prima;
Tra 25 anni, quando tutti accetteranno che il problema è reale.
Allora ci ascolteranno. Finalmente capiranno.
Ci uniremo tutti
Mentre l’Antartide arriva in città.
O di’ loro
Di non aprire per duecento anni.
Quando desidereranno più che mai avere notizie da quelli di noi
che un tempo camminavamo sulla terraferma."Chiedo ai residenti", dice il Prof. Cortada, "di scrivere lettere al futuro. Lo faccio perché oggi molti dei loro vicini non sono disposti ad ascoltare. Oggi troppi negano l’impatto umano sul cambiamento climatico globale. Per molti, la negazione è più facile che visualizzare l’impatto futuro dell’innalzamento dei mari sulla loro comunità. Le nostre parole cadono nel vuoto."
Quindi, invece, dobbiamo scrivere tutto, conservarlo in un luogo sicuro e condividerlo più tardi, quando gli altri saranno disposti ad ascoltare.
Sebbene le lettere siano destinate a persone non ancora nate, il vero pubblico è coloro che respirano nel presente.
Certo, il futuro sarà curioso.
Il futuro leggerà le nostre lettere e vorrà sapere perché non siamo riusciti a dar prova di moderazione di fronte a prove schiaccianti del nostro ruolo nella creazione di questa crisi globale.
Il futuro sarà incredulo.
Negli anni 2100, i nostri pronipoti leggeranno le parole che abbiamo scritto loro e vorranno capire perché non abbiamo fatto di più quando così tanto—tutto—era in gioco.
Il futuro sarà furioso.
Un secolo da ora, le nostre comunità leggeranno ciò che abbiamo scritto e vorranno sapere come, sotto la nostra vigilanza, gli ecosistemi siano crollati, la biodiversità sia precipitata e tanta parte dell’umanità abbia sofferto.
Il futuro trarrà beneficio da queste intuizioni, ma "DO NOT OPEN" non è per loro. Non riguarda loro. Riguarda noi.
Mi interessa meno che loro riescano a sentire noi. E mi interessa di più che noi riusciamo a vedere loro. Scrivendo a loro, diamo loro un nome. Scrivendo a loro, non possiamo negare la loro esistenza. Scrivendo a loro, creiamo un legame con loro.
Poter entrare in contatto con i nostri discendenti innalza la posta in gioco per noi ora. Allunga l’"orizzonte della cura" oltre la nostra vita. Offre un percorso verso la speranza, uno scopo. Ci incoraggia a fare tutto il possibile ora per proteggere il nostro pianeta, le sue generazioni future e gli animali con cui ci siamo coevoluti."Istruzioni
Avvicinati alla parete "Do Not Open" nell’esposizione.
Chiudi gli occhi: immagina la tua città nel futuro. Immagina come l’innalzamento dei mari avrà un impatto su di essa e su coloro che vivranno qui allora.
Pensa a ciò che vorresti che sapessero. Pensa a ciò che credi che qualcuno che vivrà nel 2041, 2066, 2116 o 2216 avrà bisogno di sentire da qualcuno che vive nel 2016.
Stacca un foglio di carta bianco e una busta dalla parete e usa una matita per scrivere tutto: Di’ loro chi sei. Di’ loro perché stai scrivendo loro. Firmalo. Apponi la data.
Piega la lettera in due, baciala, mettila nella busta e sigillala.
Sull’esterno della busta scrivi solo una di queste quattro frasi:
"NON APRIRE: 25 anni"
"NON APRIRE: 50 anni"
"NON APRIRE: 100 anni"
or
"NON APRIRE: 200 anni"
Fissa la busta sigillata alla parete "Do Not Open" con le parole rivolte verso l’esterno.
Fissa la tua busta per 25 secondi, 50 secondi, 100 secondi o 200 secondi.
Pensa a come le tue parole saranno accolte nel futuro.
AllontanatiPer ulteriori informazioni sul progetto consultarehttps://cortada.com/do-not-openTag: Xavier Cortada, progetto Do Not Open, arte sul cambiamento climatico, arte partecipativa, consapevolezza ambientale, eco-arte, WSMA, lettere al futuro, innalzamento dei mari