Presto potremmo avere oceani puliti: come robot e bolle potrebbero aiutare a ripulire i rifiuti sottomarini
Scopri come i progetti europei come SeaClear e Maelstrom utilizzano robot sottomarini, IA e barriere di bolle per ripulire i fondali marini e i fiumi dai rifiuti marini, contribuendo a un'economia circolare e a oceani più puliti.
La crescente sfida dei rifiuti sottomariniGli oceani del mondo sono sempre più pieni di rifiuti marini — un grave problema ambientale che non solo pregiudica la bellezza delle nostre coste, ma danneggia anche la fauna selvatica e minaccia gli ecosistemi. Plastica, attrezzi da pesca e persino materiali da costruzione come blocchi di cemento e pneumatici si trovano frequentemente sul fondo del mare. Con una stima compresa tra 22 e 66 milioni di tonnellate di rifiuti dispersi nei nostri oceani, la necessità di soluzioni innovative per rimuovere questi rifiuti è più urgente che mai.Uno dei maggiori accumuli di rifiuti si trova sul fondo del mare, dove si rinviene circa il 94% dei rifiuti sottomarini. Poiché gli animali marini ingeriscono plastica o rimangono intrappolati in attrezzi da pesca abbandonati, ciò rappresenta una minaccia sia per la fauna selvatica che per la salute umana. Tenendo conto di ciò, scienziati e ricercatori di tutto il mondo stanno sviluppando robot e tecnologie per affrontare questo problema di petto, portando speranza per un oceano più pulito e sano.Punti chiave (lettura rapida)Progetto SeaClear: robot che lavorano insieme per raccogliere autonomamente i rifiuti sottomarini, segnando l'inizio di una nuova era nella pulizia degli oceani.Progetto Maelstrom: si concentra sull'uso di robot dotati di IA per identificare e rimuovere i rifiuti sottomarini, affrontando anche l'inquinamento fluviale prima che raggiunga il mare.Nuove tecnologie come la Bubble Barrier stanno rendendo più facile intercettare i rifiuti galleggianti nei fiumi, riducendo l'inquinamento marino alla fonte.Queste iniziative sono in linea con il Green Deal europeo per promuovere l'economia circolare e la gestione sostenibile dei rifiuti.Una nuova era nella raccolta dei rifiuti sottomariniNel settembre 2021, al largo della costa di Dubrovnik, in Croazia, due robot hanno intrapreso la loro prima missione di prova per ripulire il fondo del mare. Parte del progetto SeaClear, questi robot sono stati progettati per cercare e raccogliere autonomamente i rifiuti nell'oceano, utilizzando sensori e intelligenza artificiale (IA) per identificare bottiglie di plastica, reti e altri rifiuti.«Riteniamo che il nostro progetto sia il primo che raccoglierà i rifiuti sottomarini in modo automatico con i robot», ha affermato il Dr. Bart De Schutter, professore presso la Delft University of Technology nei Paesi Bassi e coordinatore del progetto SeaClear.Il progetto SeaClear coinvolge quattro robot che lavorano in collaborazione. Un'imbarcazione robotica rimane sulla superficie dell'acqua, fornendo energia agli altri robot mentre coordina i loro sforzi. Sotto la superficie, due robot lavorano insieme per trovare e raccogliere i rifiuti, mentre un drone aereo fornisce sorveglianza aggiuntiva.Il Dr. De Schutter ha spiegato: «Questi robot saranno molto più efficienti, convenienti e sicuri rispetto all'impiego di subacquei umani per gli stessi compiti».Come funzionano i robot SeaClearIl sistema SeaClear funziona così: un robot utilizza telecamere e sonar per scansionare il fondo del mare, individuando rifiuti come plastica o vetro. Un drone aereo aiuta i robot a navigare quando l'acqua è limpida, mentre in acque torbide tiene traccia di ostacoli come le navi.Il sistema basato sull'IA dei robot consente loro di distinguere tra rifiuti e vita marina. L'IA è addestrata a identificare vari oggetti, dalle bottiglie di plastica ai pesci, assicurando che vengano raccolti solo i rifiuti. Il secondo robot sottomarino raccoglie quindi i rifiuti utilizzando una pinza e un dispositivo di aspirazione, depositando i rifiuti in un cesto collocato sul fondo del mare, che viene successivamente portato in superficie.Dopo aver condotto i test iniziali a Dubrovnik, il team è riuscito a raccogliere con successo una bottiglia di plastica e prevede di continuare a testare e migliorare la capacità dei robot di gestire una varietà di tipi di rifiuti.L'impatto sulla pulizia sottomarina: potenziale di rimuovere fino al 90% dei rifiuti sul fondo del mareIl progetto SeaClear mira a sviluppare un sistema in grado di rilevare fino al 90% dei rifiuti sul fondo del mare e di raccogliere l'80% di ciò che identifica. Questo obiettivo ambizioso è in linea con la missione dell'UE Restore Our Oceans and Waters by 2030, che intende eliminare l'inquinamento e ripristinare gli ecosistemi marini riducendo i rifiuti marini.Il Dr. De Schutter e il suo team prevedono che, entro cinque o sette anni, i loro robot saranno disponibili per l'acquisto da parte degli enti locali, soprattutto nelle regioni costiere ad alta vocazione turistica, dove spiagge e acque pulite sono essenziali per le attività economiche. Anche le aziende potrebbero essere interessate all'acquisto di questi robot per offrire servizi di pulizia.Affrontare l'inquinamento alla fonte: il progetto MaelstromOltre al progetto SeaClear, un altro team affronta i rifiuti sottomarini attraverso il progetto Maelstrom. Il loro obiettivo è identificare i punti critici nei fiumi in cui i rifiuti si accumulano prima di raggiungere l'oceano. Fattori come le correnti d'acqua e caratteristiche sottomarine quali i canyon possono influenzare il luogo in cui i rifiuti si depositano, e Maelstrom sta sviluppando un modello matematico per prevedere queste aree.Il progetto utilizza inoltre un robot sul fondo marino per raccogliere i rifiuti, che vengono collocati in una scatola, utilizzando vari strumenti come una pinza, un gancio o un dispositivo di aspirazione. Nel tempo, il robot imparerà a riconoscere e raccogliere autonomamente oggetti specifici grazie all'intelligenza artificiale.Riutilizzare i rifiuti sottomarini: una soluzione sostenibileUna volta raccolti i rifiuti, il team del progetto Maelstrom mira a riciclare i materiali. Un robot ha il compito di selezionare i rifiuti, identificandone i materiali, come plastica, fibra di vetro o rifiuti organici. Il team collabora con partner industriali per lavorare questi materiali e trasformarli in nuovi prodotti.Inoltre, la pirolisi, un processo sviluppato nel progetto marGnet, viene utilizzata per convertire le plastiche di scarto miste in carburante, offrendo il vantaggio aggiuntivo di alimentare la tecnologia di rimozione. Ciò contribuisce all'obiettivo dell'UE di promuovere un'economia circolare, in cui prodotti e materiali vengono riciclati e riutilizzati invece di essere smaltiti.Sfruttare le bolle per ripulire i fiumiI ricercatori di Maelstrom stanno anche sviluppando una seconda tecnologia volta a rimuovere i rifiuti galleggianti nei fiumi prima che raggiungano l'oceano. La Bubble Barrier funziona pompando aria attraverso un tubo perforato posto sul letto del fiume. Ciò crea una corrente ascendente che dirige i rifiuti verso la superficie e in un sistema di raccolta.La Bubble Barrier è stata testata con successo nei Paesi Bassi e attualmente è in fase di sperimentazione in Portogallo. È una tecnologia non invasiva ed ecocompatibile che non interferisce con la navigazione delle imbarcazioni e si ritiene abbia un impatto minimo sulla fauna selvatica.Uno sforzo collettivo: ridurre i rifiuti mariniSebbene le tecnologie robotiche stiano aiutando ad affrontare il crescente problema dei rifiuti marini, la dott.ssa Madricardo sottolinea che anche l'azione collettiva è necessaria. Il progetto Maelstrom include iniziative di sensibilizzazione pubblica, come campagne di pulizia costiera, per coinvolgere le comunità locali e aumentare la consapevolezza sull'importanza di ridurre i rifiuti marini.«Crediamo davvero che sia necessario un cambiamento nella società», ha affermato la dott.ssa Madricardo. «Le tecnologie sono importanti, ma lo è altrettanto lo sforzo collettivo per prevenire l'inquinamento fin dall'inizio».Fonte e crediti:Pubblicato originariamente su Horizon Magazine.Crediti immagine: il ROV TORTUGA di SeaClear è noto come il robot 'spazzino'. Raccoglie i rifiuti dal fondo marino. @ SeaClear, 2021.Tag: pulizia dei rifiuti sottomarini, robot SeaClear, progetto Maelstrom, Bubble Barrier, robot sottomarini con IA, soluzione per i rifiuti marini, Green Deal europeo, pulizia del fondo marino, robotica oceanica, economia circolare, robot oceanici di Dubrovnik, rifiuti marini di Horizon Magazine